SOCIAL MEDIA E RAPPORTO DI LAVORO

6 NOVEMBRE 2019

Marcello Rita | Responsabile Personale, Organizzazione e Sistemi informativi di AcegasApsAmga

Come vivete in azienda le opportunità e le contrarietà di questi nuovi canali di comunicazione, e come ne avete fatto un tema distintivo?

In azienda usiamo LinkedIn, Instagram e Twitter, abbiamo delle pagine aziendali. Per scelta ci siamo concentrati su questi canali, e di non essere presenti su Facebook per la diversità del tono comunicativo che caratterizza questo particolare social rispetto agli altri. I social sono un ottimo strumento per la comunicazione istituzionale, per raccontare l’organizzazione e ciò che accade a livello aziendale.

Parallelamente, abbiamo anche creato un gruppo WhatsApp, questo canale in particolare crea un legame tra i dipendenti, aiuta il coinvolgimento e l’immediatezza da un punto di vista propositivo, abbiamo creao una community interna. Ci siamo affacciati al progetto social coltivando talenti, creando una massa critica di persone che sono poi diventati i nostri Ambassador, li abbiamo selezionati tra i dipendendi più attivi sui social. Queste persone sono poi diventate centro di contaminazione per gli altri dipendenti ed il gruppo si è via via esteso.

Non abbiamo una Social Media policy obbligatoria per i nostri lavoratori.

I dipendenti possono parlare liberamente della propria azienda sui Social?

I profili personali possono contenere tutto ciò che quella persona desidera comunicare, senza limitazioni. Non viene richiesta ai dipendenti alcuna pubblicazione obbligatoria e i loro contenuti non vengono criticati. Come azienda abbiamo scelto di aprocciare questo tema in maniera propositiva, affiancando a questi sforzi anche un percorso di formazione su etica, condivisione e cultura: se si vuole parlare del proprio lavoro, si è liberi di farlo, meglio se viene fatto con autenticità, che è quasi una forma di storytelling; raccontare una storia vera che mette al centro la persona diventa molto più emozionante.

Tutto questo ha contribuito a formare un gruppo di dipendenti più attivi sui Social rispetto alla media, e il gruppo iniziale degi ambassador si è moltiplicato.

Che impatto ha avuto questo progetto sui lavoratori?

L’impatto è stato incredibilmente positivo: è aumentato di molto il coinvolgimento interno ed esterno. Creare e diffondere cultura evita gli inciampi tipici di queste situazioni.

È necessario però un cambio di marcia da parte di tutti; gli HR non devono più pensare al lavoro con gli schemi di una volta, focalizzandosi solo sull’esecuzione del lavoro da parte dei dipendenti. Oggi i dipendenti devono essere parte dei progetti e divenirne il focus. E agire in questo modo non creerà confusione nei ruoli decentrando le responsabilità. Non è democrazia ma, questo permette di acquisire maggiore consapevolezza.